Altea

Tempo fa ho fatto da betatester per un sito dove, giorno dopo giorno, gli utenti scrivevano delle storie sugli eroi inventati da loro, i cui capitoli non superavano i 160 caratteri tipici per un sms.
Per diversi motivi ho abbandonato il progetto, ma mi è rimasta una storia tra le mani. La storia della mia eroina Altea…

Ho dato libero sfogo al mio lato dark per questo!
A seguire gli abbozzi del mio work in progress..

Premessa:
Altea sembra una ragazza come tutte le altre. In realtà è una brava attrice: finge di piangere o di ridere quando pensa sia il momento giusto. Prova emozioni solo se è in “carenza” di dolore preso dagli altri, per questo è come una droga per lei. Una sorta di sedativo per i sentimenti…vuole tenerli lontani e vuole provare l’ebbrezza datale dalla sua droga e va sempre in cerca di dolore per toglierlo agli altri e darlo a sè.
Questo è il suo potere e la sua condanna… non ne conosce l’origine e non sa dove la porterà.

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Le campane della chiesa davano l’ultimo saluto a sua madre, il funerale era finito. Altea uscì dalla chiesa e si fermò davanti a una pozzanghera: il suo viso riflesso mostrava un dolore che non poteva provare. Quello del fratello, nato dopo la sua adozione, invece era autentico. Si abbracciarono e lo sentì scorrere come linfa vitale. La pena di James era pura energia, ma non era il momento di lasciarsi andare…

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Grazie mi fai sempre sentire meglio”. Il sospetto che il fratello avesse intuito la sua particolare caratteristica si riaccese, ma non gli prestò attenzione. Sarebbe rimasta per un po’ per poi tornare alle sue abitudini e al suo lavoro. Man mano che tornavano in quella vecchia casa i ricordi iniziarono ad affiorare..

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“Non mi piace, ha gli occhi così persi…non mi riconosce più e neanch’io riconosco lui. Tutte queste frasi senza senso, non so nemmeno se assecondarlo…”
La mamma era davvero afflitta e io non sapevo cosa fare. L’abbracciai per consolarla “su mamma, andrà tutto bene..” riuscii a dire. Non so quanto durò quell’abbraccio perché mi persi in quel gesto e seguirono un milione di sensazioni nuove: stasi, ebbrezza, un’energia che fluiva dentro di me e mi riempiva di nuove forze. Guardai mia madre e i suoi occhi non erano più pieni di lacrime, ma inspiegabilmente tranquilli “Grazie Altea.” Era come se tutto il dolore di prima fosse scomparso. A ripensarci sembrava assurdo poterlo associare alla stessa persona che mi stava davanti.
Iniziò tutto così. Mio padre che stava male, mia madre che soffriva, io che mi sentivo impotente..fino a quel giorno.

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…Come gli interstizi che si trovano tra gli scogli vicino al mare…hanno sempre un po’ d’acqua di fondo e solo quando piove e c’è il mare in burrasca ricevono nuova acqua e sembrano rinascere per un po’ , fino a quando non smette di piovere….

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…“Forse gli esseri umani sono fatti apposta così, forse è una questione biologica amare..” “..non sono sicura di essere umana” pensò Altea.

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